Amami per quello che sono


Amami

per quello che sono

Non cercare

in profondità

Io sono

quello che vedi

Non ci sono

vani segreti

stanze chiuse a chiave

porte da aprire

con curiose serrature

Sono come un fiore

che nasce

sboccia

vive

illumina il mondo

e poi muore

Sono qui

nudo

di fronte a te

Amami

per quello che sono

(c) 2014 Daniele Cerva

Grazie a Tiferett per l’immagine e l’ispirazione

 

Tiferett amami p'er quello che sono

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Terza seduta


Uno stupendo mini racconto della mia ex compagna Michela De Liquori.

 

TERZA SEDUTA

Lui – Mi dica qualcosa di lei

Io – Mi sento come una casa disabitata, vuota

Lui – E cosa si aspetta da me ?

Una pausa di silenzio, poi alzo gli occhi e fissandolo dico :

Io – Vorrei che lei mettesse ordine dentro di me

Lui – Lei non è interessata alla terapia, non è ancora pronta

Panico. Da dove viene questa paura? Assomiglia ad un dolore cosi familiare:

Io – Perchè dice che non sono interessata alla terapia?

Lui – Perchè è la terza volta che viene qui e non si è mai tolta il cappotto

Ora al panico si è aggiunta la sensazione sgradevole di essere stata scoperta, e che di colpo lui abbia visto la “bambina impaurita”.

Io – Io sono interessata alla terapia, io ho bisogno di lei, mi aiuti!Lei mi fa sentire come quando…come quando….

Combatto contro la voglia crescente di scoppiare a piangere; mi trattengo…mi trattengo.a fatica, non voglio piangere, non voglio che veda subito tutta la mia fragilità.

Lui mi guarda con gli occhi diventati all’improvviso più dolci.

Lui – La faccio sentire come? Come?…Come la faccio sentire?

Sento che non riesco più a trattenermi.

Io – Come mia madre, quando andava via.

Singhiozzo istericamente vergognandomi come una ladra d’aver ceduto, d’aver dimostratto la mia debolezza.

Fissandomi intensamente lui mi dice:- Lei deve avere fiducia .

Alla parola fiducia piango senza ritegno, mi copro il viso continuando a ripetere: “Non voglio piangere, non voglio piangere!”

La sua voce ora è diventata un sussurro sembra quasi accarezzarmi come se non stesse parlando a me, alla donna ma alla “bambina”.

Lui – Vede Michela, è proprio la fiducia la cosa che le è mancata di più nella vita…Venga Michela, si tolga il cappotto, non servono altre difese per oggi.

Io lo guardo, sembro smarrita, sono smarrita…mi sento cosi vulnerabile, ma per la prima volta mi siedo fino in fondo sulla poltrona.

MDL

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Sguardo


Se ti soffio sul collo

Non ti svegliare

Girati dall’altra parte

Mostrami tutto

Era solo un pensiero

Sul tuo corpo disteso

Sulla tua anima indifesa

Dormi

Non ti svegliare

(C) 2014 Daniele Cerva

 

sguardo

Stagione inclemente


Un luglio novembrino

S’affaccia

Su un’estate

Senza sentimento

Come se riflettesse

L’animo inquieto

Di questo tempo crudele

La speranza s’affievolisce

Nel cuore di molti

Vite perdute

Per disperazione

Incapaci d’affrontare

Un domani senza futuro

Ed intanto ignare

Le gocce bagnano i visi

Soffocati da lacrime amare

E chi dovrebbe agire

Resta chiuso in se

A nulla vale

Qualunque sacrificio

L’indifferenza soffoca

Ogni sentimento

E piove

Dilaga dilava

Nel silenzio più totale

(c) 2014 Daniele Cerva

 

pioggia

Sete


Trasudano lacrime di sale

Questi miei occhi stanchi

Stanchi di aspettare

Esausti

Implorano un altro inizio

Ancora un soffio di vita

L’illusione dell’attesa

Che diventa realtà

Nuove strade da viaggiare

Nuova gente da incontrare

Nuovi futuri da esplorare

Invecchia il corpo

Non lo spirito

Ho sete di nuovo

Voglia di bere fino a svenire

Il tempo  che ancora mi rimane

Ripassa da qui

Emozione senza fine

La porta è sempre aperta

Per te

(c) 2014 Daniele cerva

 

sete

Parole


Abuso delle parole

Le trito le mastico

Le sputo le scarto

Violentate

Si modificano

Trasmutano

Fino a diventare

Un segno un simbolo

Di ciò che non sono

Le piego al mio volere

Torturandole

Per renderle

Schiave fedeli

Dei miei segreti

Pensieri

(c) 2014 Daniele Cerva

 

Parole

Morte di un’idea


Che libertà è mai questa?

Questi giorni opachi

Annientano la speranza

E si sente presente

Un chiaro sapore di resa

Guardo gli occhi della gente

E scorgo solo delusione

Disperazione

Niente più sorrisi

Ma solo lo sforzo quotidiano

Di non morire

Uccisi dal niente che ci circonda

Vorrei volare lontano

Trasportato da un vento leggero

Ma questa realtà

Più pesante di un macigno

Mi lega qui

Ad osservare impotente

La fine di un’idea

(c) 2014 Daniele Cerva

 

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Elegia


Ho attraversato la vita e gli anni

Con l’incoscienza e l’ingenuità

Di un bambino

Mai mi sono fermato a riflettere

Sempre ho agito d’istinto

Come un animale selvaggio

Ed ho vagato senza meta

Lungo questo sentiero

Cacciando e dormendo

Attaccando e difendendo

Con le unghie e con i denti

Quello che era mio

Ed ora

Che la forza ed il coraggio

Si sono fatti più lievi

Le braccia e le gambe più leggeri

E la mente ed il cuore

Si assomigliano

Tutto mi sembra lontano

Un’eco indistinta

Perduta e dimenticata

Tra le pieghe di questo mio tempo

E’ l’ora del riposo

Del lasciarsi andare

A questo flusso di marea

Che dolcemente mi trasporta

Verso l’eterno e l’infinito

(c) 2014 Daniele Cerva

 

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A rieccolo


Buon pomeriggio e ben ritrovati amici del blog

Solo un sentito ringraziamento da parte mia a tutti gli amici, che anche in mia assenza hanno continuato a seguire il mio blog.

Ora sono di nuovo qui fra voi e mi sembra di rinascere.

A presto, un abbraccio a tutti

Daniele

 

amicizia

Un saluto ed un abbraccio


Buon pomeriggio a tutti amici miei…vi scrivo dalla biblioteca comunale…sono assente da un pò e purtroppo lo sarò ancora per un altro po’…i problemi e le difficoltà della vita mi tengono lontano da FB e dal web in generale…vi confesso che ho molta nostalgia di tutti voi e di qualcuno in particolare…mi mancano i miei gruppi, le vostre parole, le vostre poesie, le mie poesie…ma in questo momento le mie priorità, volente o nolente, devono essere altre…vi abbraccio tutti con affetto e simpatia e per favore…non dimenticatevi di me….io non mi dimenticherò di voi…a presto
Daniele

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